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Filastrio
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mwbwFilastrio (o Filastro, in latino Philastrius; ... – Brescia, 17 luglio 387) fu vescovo di Brescia alla fine del IV secolo e autore d'un catalogo di eresie intitolato Diversarum Hereseon Liber, chiamato per brevità De Haeresibus. È venerato come santo da tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi.

Contents

Culto
Note
Studi

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Biografia

Il suo successore, Gaudenzio, aveva l'abitudine di pronunciare ogni anno, il mwda18 luglio, giorno anniversario della sua morte, un'mwdqomelia in suo onore. Si conserva quella del 14º annocite-ref-1[1]. Quest'omelia non è che un breve mwegpanegirico destinato a mettere in rilievo le qualità pastorali del prelato. Si loda la sua rinuncia, perché abbandonò la sua patria, come già aveva fatto mwewAbramocite-ref-2[2]. Non era dunque di Brescia; forse, sulla base d'indizi molto tenui, si potrebbe attribuirgli origine mwgaspagnola o mwgqafricana; il suo editore F. Marx lo credeva mwggegizianocite-ref-3[3].

In ogni caso, prima di essere mwiaordinato presbitero, viaggiò per tutto l'mwiqImpero romano mwig(circumambiens Universum pene ambitum Romani Orbis), predicando contro i pagani, gli ebrei e gli ereticicite-ref-4[4]. Il suo zelo gli valse delle vergate di cui portò traccia per tutta la vita. Soggiornò a mwjwMilano, dove si oppose ad mwkaAussenzio, il predecessore mwkqariano di mwkgAmbrogio. Sostenne delle dispute pubbliche e private contro gli eretici a mwkwRomacite-ref-5[5].

Filastrio non si stabilì fino a quando non divenne vescovo di Brescia, probabilmente su richiesta di Ambrogiocite-ref-6[6]. Questo dovette accadere attorno all'anno mwnq380, poiché l'anno seguente sottoscrisse il mwngconcilio di Aquileia.

mwoaAmbrogio di Milano, morto il 4 aprile mwoq397, assistette alla consacrazione di Gaudenzio, dunque Filastrio morì prima di quella data.

Il Diversarum Hereseon Liber

È quasi impossibile determinare in quale epoca della sua vita Filastrio compose la sua opera. Le indicazioni che si possono trarre dal testo sono contraddittorie e, in alcuni casi, senza dubbio interpolate. La datazione oscilla tra una data alta, verso la fine degli anni mwpq370, forse prima dell'inizio del suo episcopato, e una data bassa, verso il mwpg385.

Il libro contiene un'esposizione sommaria di 28 eresie ebraiche e di 128 eresie cristiane. Queste ultime sono esposte in 64 capitoli storici, con la menzione del loro autore, seguiti da 64 capitoli tematici dove sono raggruppate secondo gli insegnamenti degli eretici.

La prima parte cristiana non ha un contenuto molto originale. La questione lungamente dibattuta - e che non ha mai trovato una soluzione soddisfacente - è di sapere se Filastrio avesse un accesso diretto al mwqqPanarion di mwqgEpifanio di Salamina. Quest'ultimo fu pubblicato verso il mwqw376/mwra377; si comprende dunque l'interesse alla questione che consentirebbe di datare con precisione il mwrqDiversarum Hereseon. Ma se le analogie con Epifanio paiono evidenti, per altri versi l'opera di Filastrio non sembra totalmente riconducibile a quel modello. Si nota anche che una decina di eresie riportate da Epifanio sembrano sconosciute a Filastrio. Di qui l'ipotesi dl Richard Adelbert Lipsiuscite-ref-7[7] formulata nel 1865, secondo la quale vi sarebbe stata nell'antichità una fonte comune a Epifanio e a Filastrio, che renderebbe conto sia delle loro convergenze sia delle loro differenze, e che questa fonte non sarebbe altro che il mwswSyntagma perduto di mwtaIppolito di Roma. Filastrio sarebbe dunque un testimone prezioso, a fianco di Epifanio e delle pseudo-Tertulliano, per la ricostituzione del più antico catalogo d'eresie romano.

La seconda parte è più notevole. Per ragioni sconosciute, Filastrio sembra aver ricercato la simmetria della sua composizione e non è senza artifici che giunge alla cifra di 64 eresie tematiche. Tralasciate le inevitabili ripetizioni, vi denuncia delle proposizioni inattese e che prima di lui non erano state classificate fra le eresie. Alcune sono scritturali, come credere che i Giganti del mwtgGenesi siano stati generati dagli angeli (un'opinione abbastanza corrente nell'mwtwesegesi antica) o ancora che il corvo che soccorse miracolosamente il profeta mwuaElia gli avesse recato della carne insieme al pane (eresie 8 e 154). Altre sembrano maldestramente estratte dai manuali di mwuqfilosofia, come la proposizione 102, spesso citata, in cui Filastrio attacca quelli che credono che i terremoti abbiano origine naturale e non siano manifestazioni della collera divina (un'eresia di stampo mwugaristotelico); oppure anche coloro che nominano i giorni della settimana secondo le divinità pagane (113) e coloro che danno agli astri nomi che non sono nella mwuwBibbia (103). Più curiosa ancora, l'eresia 133 è quella dei sapienti che credono che esistano le mwvastelle fisse, poiché queste stelle, come le altre, sono rimosse tutte le mattine e rimesse a posto tutte le sere dagli angeli responsabili del loro corso.

Il raffronto dei capitoli 60, 69 e 88 è interessante per la storia del mwvgcanone delle Scritture. Nell'eresia 88, si afferma che, del mwvwNuovo Testamento, non fa leggere in chiesa che i mwwaVangeli, gli mwwqAtti degli Apostoli, 13 mwwgLettere di Paolo e le 7 altre lettere unite agli Atti. L'mwwwApocalisse ne è dunque esclusa, così come una lettera paolina che non può essere che la mwxamwxqLettera agli Ebrei. Tuttavia, l'eresia 60 riguarda coloro che non credono che l'Apocalisse sia di mwxgGiovanni apostolo ed evangelista e l'eresia 69 quelli che negano che la mwxwLettera agli Ebrei sia di Paolo. Il contesto lascia pensare che, per Filastrio, la lettura di questi testi nella canonicità non sia dubbia ai suoi occhi, e però sia preferibile evitarla, perché troppo difficile per i comuni cristiani che ne avrebbero potuto trarre lezioni erronee.

Agostino e la fortuna di Filastrio

mwygAgostino d'Ippona conobbe l'autore avendole incontrato a Milano verso gli anni mwyw380. Verso il mwza427, scrisse a mwzqQuodvultdeus reclamando con insistenza un'opera pratica sulle eresie per inviarla a Epifanio e a Filastrio, ma aggiunse che il primo è ben più sapiente del secondo e che ha dell'eresia una concezione molto più chiaracite-ref-8[8]. Tuttavia nel suo mwagDe Haeresibus, Agostino fa seguire alle 60 eresie cristiane di Epifanio un elenco di altre, tratte da Filastrio, affermando che quest'autore ne aveva descritte altre che lui, Agostino, non ritiene eresie.

Filastrio non ha una reputazione molto buona presso i teologi; l'opinione d'una autorità del calibro di Agostino gli nocque assai. Gli autori cattolici sono d'accordo in generale per attribuirgli una mancanza di rigore dottrinale e una buona dose di ingenuità.cite-ref-9[9] Ciò spiega senza dubbio che gli studi a lui dedicati siano poco numerosi e raramente molto approfonditi. Il mwcacanonico Gustave Bardy, autore molto tradizionale, ma fine conoscitore degli autori cristiani dell'antichità, scriveva tuttavia nel mwcg1933: «Il problema dei rapporti tra sant'Epifanio e san Filastrio potrebbe essere esaminato più da vicino di quanto non sia stato fatto finora».cite-ref-10[10]

Culto

Pare che il culto di Filastrio sia iniziato molto presto nell'ambito della sua diocesi. Si sa dal mweqMedioevo che fu seppellito nella chiesa di Sant'Andrea. Qualche miracolo avvenuto in occasione di una traslazione del mwegIX secolo si è conservato in una relazione attribuita al vescovo Ramperto. Il testo è stato pubblicato dai mwewBollandisti del mwfaXVIII secolo che riportano anche dei documenti liturgicicite-ref-11[11].

Le sue reliquie sono venerate oggi nella mwggcattedrale di Brescia.

Il mwhamartirologio romano lo iscrive al mwhq18 luglio, data ricavata dallmwhg'mwhwOratio di Gaudenzio.

Note

cite-note-11. È il mwjgtractatus 21 dell'edizione Glück (Vienna, 1936). È indicata sotto il titolo: mwjwOratio B. Gaudentii de Vita et Obitu B. Filastrii episcopi prædecessoris sui. La sua autenticità è stata contestata, in particolare da F. Marx che in esso vide un falso d'epoca carolingia. Queste discussioni sono oggi cessate e l'autenticità è universalmente accettata.
cite-note-22. Oratio, 5
cite-note-33. Italiano secondo P. C. Juret (autore d'una tesi sul mwlglatino di Filastrio), spagnolo secondo Schmid (in un articolo del dizionario di Schaff-Herzog), egiziano e forse mwlwalessandrino secondo Marx (introduzione alla sua edizione) - cf. l'articolo di D. K. Kranz, mwmainfra. La tesi dell'origine spagnola è antica (v. mwmqActa Sanctorum..., infra, pp. 383-384.
cite-note-44. Oratio, 6
cite-note-55. Oratio, 5-7
cite-note-66. Oratio, 8
cite-note-77. Lipsius, J. A., mwpgDie Quellen der ältesten Ketzergeschichte - Lipsius aveva affrontato la questione nel mwpw1865 in un'altra opera edita a Lipsia: mwqaZur Quellenkritik des Epiphanios.
cite-note-88. Agostino, mwraEp. 222
cite-note-99. Si veda ad esempio l'articolo di G. Bardy, citato mwsainfra
cite-note-1010. Bardy, col. 1399.
cite-note-1111. mwtwActa Sanctorum, vedere mwuainfra

Bibliografia

Edizioni principali del De Haeresibus

• Lmwvg'mwvweditio princeps è contenuta in una raccolta di testi anti-eretici diversi, pubblicata dall'umanista svizzero Johannes Sichardt (Sichardus): mwwqAntidotum contra diversas omnium fere seculorum haereses..., Basilea 1528;
• L'edizione di mwwwFabricius è ancora utile per il suo commento molto erudito: mwxaS. Philastrii ... De Haeresibus liber cum emendationibus et notis Jo. Alberti Fabricii ... (et vita S. Philastrii per S. Gaudentium) Amburgo 1721;
• L'edizione di Paolo Gagliardi (Galeardus) è la prima completa delle sei eresie che mancavano nelle edizioni precedenti: mwxwVeterum Brixiae episcoporum S. Philastrii et S. Gaudentii Opera Brixiae [Brescia], J. M. Rizzardi, 1738. Fu utilizzata nella mwyaPatrologia latina di mwyqMigne, tomo 12;
• Filastri Episcopi Brixiensis, mwywDiuersarum hereson liber cura et studio F. Heylen, CCSL IX, Turnholti 1957, 217-324. È l'attuale edizione di riferimento che ha reso obsolete quelle di Friedrich Marx, edite nel mwzaCorpus di Vienna nel 1898;
• San Filastrio di Brescia, mwzgDelle varie eresie / San Gaudenzio di Brescia, mwzwTrattati, a cura di Gabriele Banterle, Roma 1991. Testo latino e traduzione italiana;
• Filastrio di Brescia, mw0qDelle varie eresie, a cura di Clauida Foletti, Brescia, Centro Culturale 999, 2021.

Studi

• mw1qActa Sanctorum, Luglio, tome IV, Soc. des Bollandistes, Bruxelles 1725. pp.mw1g 383–395; contiene una traslazione delle reliquie del IX secolo e il resoconto di un'altra del 1456, documenti liturgici della Chiesa di Brescia, indicazioni sull'utilizzo di Filastrio da parte di diversi autori antichi. Disponibile on line su mw1wGallicamw2a ;
• Gustave Bardy, mw2gPhilastre de Brescia, in mw2wDictionnaire de Théologie catholique, Tome XII (=fasc. 105), Paris 1933, col. 1394-1395;
• Dirk Kurt Kranz, mw3qmw3gFilastrius, in mw3wBiographisch-bibliografisches Kirchenlexicon, Tome XXII, Nordhausen 2003. Con una bibliografia completa;
• Richard Aldebert Lipsius, mw4qDie Quellen der ältesten Ketzergeschichte, neu untersucht, Leipzig 1875;
• mw4wMartyrologium romanum (Proylaeum ad Acta Sanctorum decembris), Soc. des Bollandistes, Bruxelles 1940, pp.mw5a 294–295;
• Henri-Irénée Marrou, mw5gHérétique fantôme. Les Amétrites (sur un texte de Filastre de Brescia), in mw5wMélanges d'archéologie et d'histoire offerts à A. Piganiol, Paris 1966, Tome III, pp.mw6a 1645–1651;
• Ch. et L. Pietri, mw6gProsopographie chrétienne du Bas-empire, II. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, Rome 1999, Vol. 1, pp.mw6w 817–819;
• G. Salmon, Philaster, bp. of Brixia, in mw8qA dictionary of Christian biography and literature to the end of the sixth century A.D, ed. by Henry Wace and William C. Piercy, London 1911.

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Collegamenti esterni

• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Filastrio, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• citerefsantiebeati-itFilastrio, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it.